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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/271

262 necrologia

mabile gioiello, la statua di Ferrante Gonzaga, mediante le sue comunicazioni ad Eugenio Plon per la splendida opera di lui su Leone Leoni scultore di Carlo V.

Sortiti i natali in una plaga eminentemente favorevole allo studio della Numismatica, nel territorio ove un tempo avevano spesseggiato le interessantissime zecche minori dei Gonzaghi, il Rossi, tratto da naturale propensione a tal genere di ricerche, sin da fanciullo si era dato a raccogliere monete e medaglie, intraprendendo di buon’ora quel tirocinio che più tardi doveva condurlo a sì provetta esperienza.

Passato poi a Reggio per frequentarvi le scuole classiche, ebbe un erudito maestro di antiquaria nel valente Prof. Chierici, che con sollecitudine benevola e con viva compiacenza assecondava le studiose inclinazioni del giovane Umberto.

Ma un più largo campo si apriva al Rossi, allorchè, recatosi all’Università di Parma per seguirvi i corsi della Facoltà di Medicina e Chirurgia, ebbe la fortuna di potersi contemporaneamente dedicare alla Numismatica nel R. Museo di Antichità, la cui biblioteca speciale fu posta liberalmente a sua disposizione da quel ch. direttore Dott. Giovanni Mariotti.

Allora incominciò per il Rossi un periodo di studi metodici e fecondi, nel quale si andava rapidamente elaborando la trasformazione del ricercatore nello scienziato. Fu in quel periodo di lieto fervore ch’io lo conobbi e strinsi con lui quell’amicizia che doveva poi cementarsi nella Gazzetta Numismatica da me pubblicata a Como dal 1881 al 1887, della quale il Rossi fu il principale collaboratore, e che contiene scritti di lui nel suo primo come nel suo ultimo numero.

I meriti del Rossi furono ben presto riconosciuti; nel 1882, a ventidue anni, lo vediamo socio corrispondente della R. Deputazione di Storia patria per le Provincie Parmensi; nel 1883. segretario di essa; nel 1884, socio effettivo.

Ottenuta in quel medesimo anno la laurea, passò alla Scuola d’applicazione di Sanità militare, in Firenze, indi all’Ospedale militare di Parma, conseguendo il grado di tenente medico; e medico condotto lo troviamo poi nel 1887 a Gazzuolo Mantovano, senza che nel frattempo scemasse il suo ardore per gli studi storici ed artistici. Egli aveva infatti