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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/253

244 serafino ricci

privata, la quale per la scelta e la varietà delle monete1, e per il periodo di tempo piuttosto lungo che abbraccia, non escluderebbe un certo qual intento di raccolta numismatica nel suo proprietario. Per tutte queste ragioni, quantunque il ripostiglio di Romagnano Sesia non possa esser messo a confronto con altri ripostigli consolari importantissimi dell’Italia Centrale e Meridionale, pure anch’esso non è privo di un certo qual interesse per la scelta delle monete, per la località del rinvenimento e per il numero relativamente scarso dei ripostigli consolari riconosciuti nell’Alta Italia e nel Piemonte2.

Romagnano Sesia non è situato sul percorso della via romana, la quale, passata Vercelli, diverge a N.-O. verso

  1. Gli altri ripostigli consolari non presentano tale numero di famiglie, nè tanta varietà di tipi. Per es., dal prospetto che il ch. prof. Milani aggiunse allo studio di vari ripostigli consolari delle monete del V periodo (Di alcuni ripostigli di monete romane in Museo ital. citato, vol. II, p. 279-80), risulta, invece della proporzione di 63 famiglie su 300 monete, notata a Romagnano Sesia, a Fiesole quella di 34 famiglie su 1315 monete, a Fuscaldo di 34 su 189, a Cingoli di 34 su 603. Ad Oliva non regge quel criterio di proporzione, essendo troppo poche le monete del V periodo in confronto delle 1271 del ripostiglio; ma, per es., ad Ossolaro (vedi nota seguente), che è forse il ripostiglio più vario, sta la proporzione di 104 famiglie su 1533 monete, cioè dh sole 20 famiglie per ogni gruppo di 300 monete.
  2. Dopo i lavori dello Zannoni (Dei denari consolari e di famiglie romane disotterrati in Fiesole nel 1829, Firenze, 1830 in-8) e del Cavedoni (Ragguagli di precipui ripostigli antichi di medaglie consolari e di famiglie. Modena, 1854, p. 16 e segg.), studiarono i gruppi più importanti dei ripostigli consolari in Italia con rara competenza i chh. proff. De Petra (Gli ultimi ripostigli di denari in Museo Ital. di Antich. class., I, p. 345-361) e Milani (Op. cit., II, p. 253 e segg.), in relazione con gli studi del Mommsen (Röm. Münzwesen, p. 400 e segg. — Blacas II, p. 32 e segg., e cfr. Zeitschrift f. Numism. II, 1874, ma essi trattarono di ripostigli dell’Italia Centrale e Meridionale, se si eccettua quello di Ossolaro prov. di Cremona; Mus. ital. cit., I, p. 359-360; cfr. Notizie, 1876, p. 97; 157 e segg.; 1877, p. 49 e segg.). Scarsi furono e sono i ritrovamenti di ripostigli di monete consolari nell’Alta Italia; cfr. quello di Olmeneto (Cremona; monete n. 400 e più; Notizie, 1879, p. 126), di Gambolò (Lomellina; monete n. 170; Notizie, 1884, p. 167), e per il Piemonte, il ripostiglio di Allain (all’ingresso della Valpellina nel 1856;