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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/237

228 a. lisini

leggenda non apparisce quasi mai per intiero. Non è duopo avvertire che questo difetto, comune a quasi tutte le pìccole monete del medio evo, è in particolare comunissimo alle monete lucchesi dal IX al XII secolo. Tuttavia dalle poche lettere che vi si vedono impresse si può leggere con bastante certezza, da una parte nel giro + INPERATOR o IMPERATOR e nell’area, dentro a un cerchio, la lettera H; dall’altro, + ENRICVS e nello spazio LVCA · Questa medaglia si dovette battere tra il 1039 e il 1125, cioè in quel periodo che corse tra l’impero di Enrico III e l’impero di Enrico V1, e la riprova sta anche nel fatto di aver trovato tre o quattro esemplari di questa moneta con altri denari lucchesi e anche non lucchesi assegnati a quell’epoca. Con tutto ciò non intendo di dire che prima del 1039 la medaglia non sia stata coniata in altre città2.

Il peso della medaglia lucchese è in media da grani 8 a 8 1|2, peso rispondente, come vedesi, alla metà del denaro, cui la medaglia risponde altresì nella bontà del titolo.

Dopo Lucca quasi tutte le città dell’alta e media Italia, dove in maggiore e dove in minore quantità, coniarono per un tempo più o meno lungo simili monete, ma il mezzo denaro ebbe corso, ed anche

  1. Il Massagli (Opera citata, pag. 32), scrive: " Ho potuto convincermi che lutti i denari d’argento Enriciani, stampati in Lucca, essendo di un solo tipo, debbono appartenere ad un solo regnante, e però non ad altro possono attribuirsi se non all’imperatore Enrico II.„ Questa opinione persuade poco, perchè mal si concilia con l’uso della moneta lucchese che generalmente facevasi in Toscana anche dopo il 1024.
  2. I denaretti oboli di Verona col nome di Ottone e di Enrico imperatori vengono attribuiti al primo Ottone (962-967) e al primo Enrico (1004-1044), ma osservando bene quei coni, non si direbbero di tanta antichità.