Apri il menu principale

Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/163

154 francesco gnecchi

piè sospinto. Tutti i raccoglitori hanno la loro predilezione, chi per un’epoca, chi per un metallo, chi per un nome.... io ho invece la predilezione delle monete nuove, e perciò me ne occupo di preferenza, le ricerco e mi affluiscono, talché credo che nessuna collezione ne contenga proporzionatamente un numero tanto grande come la mia.

Quantunque in questi sei anni io abbia pubblicato di mano in mano che venivano a mia conoscenza, le monete specialmente interessanti e meritevoli d’una illustrazione speciale, pure anche fra quelle della serie che oggi presento ve ne sono parecchie affatto nuove pei tipi o per le leggende, e nel numero se ne trovano diverse assai rare per sé stesse. Citerò ad esempio fra gli aurei, alcuni di Nerva, Caracalla, Volusiano, Gallieno, Carino, Diocleziano, Massimiano Erculeo, Costanzo Cloro, Severo II, Massimino Daza, Licinio, Costantino Magno, Crispo, Gioviano, Costanzo Gallo; fra i denari, alcuni di Galba, Domitilla, Tito, Domizia, Domizia e Domiziano, Sabina, Oidio Giuliano, Pescennio, Settimio Severo e Caracalla, Salonino; poi parecchi medaglioni di argento e di bronzo e fra i bronzi alcuni di Scantilla, Filippo, Emiliano, nonché di diversi imperatori del basso impero.

Come in sede più appropriata, ho creduto bene di riportare in questa serie alcuni pochi bronzi, che ebbi già occasione di far conoscere negli appunti relativi al bronzo senatorio e imperatorio (N. XXV e XXVI), dove andrebbero confusi e perduti colla massa delle monete già note ivi descritte.