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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/52

50 francesco gnecchi


Un’obbiezione.


Si potrebbe da alcuno obbiettare che la serie di queste medaglie da giuoco sarebbe stata soverchiamente numerosa. A ciò rispondo che, prima di tutto noi non conosciamo il giuoco a cui erano destinate, e non sappiamo se questo ne esigesse 78 come le carte del nostro tarocco oppure 52 come quelle del tresette, 32 come i pezzi degli scacchi o 90 come i numeri della tombola, o di pili o di meno. E neppure possiamo dire se tutti i Contorniati che noi conosciamo appartenessero a un solo giuoco piuttosto che a parecchi.

Giova pur notare ancora come il numero delle differenze sia forse minore di quello che a noi appare, perchè diversi rovesci si possono raggruppare e parecchi, che a noi sembrano differenti, possono essere varietà inconcludenti d’un solo e medesimo tipo. Troviamo per esempio un rovescio rappresentante una donna sdrajata sul lettisterio e colla leggenda OLIMPIA REGINA. Troviamo lo stesso colla semplice leggenda REGINA; e lo troviamo ancora senza leggenda alcuna. E possibile ed anzi molto probabile che i tre Contorniati in apparenza differenti non avessero che un solo significato: La Regina Olimpia;

    rilevo con tutta evidenza da un Contorniate di Nerone, in cui il monogramma è ageminato in argento e fatto con cura tutta speciale. Alla gamba del P è unito un perfetto E non solo colle due traversali superiore e inferiore più lunghe di quella di mezzo, ma per di più, questa di mezzo più breve è terminata da un’astina perpendicolare precisamente come nell’E. — Come si possono dunque spiegare le sigle in cui il P ha una sola traversa o due? Molto semplicemente. Visto che si tratta di un monogramma, alle volte la lettera E intera è unita al P ossia I, alle volte invece a formare l’E si fa servire la traversa inferiore del P facendo p, oppure, si adoperano le due del P e se ne aggiunge una sola E; ma più o meno sviluppato, si ha sempre il monogramma delle due lettere P ed E.