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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/49


cos'erano i contorniati 47

che è la più comune; riescirebbe invece assai più difficile completare le serie di dimensioni minori o maggiori della comune, delle quali sembra sia stato fatto un numero minore di pezzi, giudicando dai pochi che ci sono rimasti.

Ciascuna serie, più o meno completa non importa, a secondo delle dimensioni, del tipo di fabbricazione o del grado d’arte, rappresenterebbe un’emissione, e queste furono dunque parecchie, avvenute può darsi in parte contemporaneamente, ma in parte certamente ad epoche diverse e talora anche con apprezzabile intervallo fra l’una e l’altra. E questa è la conclusione a cui intendevo arrivare.

Colle vecchie ipotesi sull’uso dei Contorniati come si spiegherebbe il ripetersi di diversi tipi in successive emissioni, se su ciascuna di queste si trovano ripetuti nomi proprii di attualità come quelli di personaggi da circo, atleti, aurighi, cantori, istrioni, o cavalli?

Piuttosto che serie regolarmente ripetute in varie dimensioni e vario stile ma con tipi costanti, si sarebbero trovati identici tutti i pezzi con una data rappresentazione, perchè apprestati in una data occasione. Avremmo avuto un dato pezzo coniato e d’una data dimensione, un’altro fuso e d’altra dimensione, un tipo di buon’arte, un tipo invece improntato alla decadenza, a seconda delle epoche e delle circostanze. Cosi avviene delle monete. Una data moneta presenta sempre le medesime qualità caratteristiche e non si ripete con varietà di forma e di stile, e ciò perchè ogni moneta ha una sola emissione.

Ammessa invece l’ipotesi mia, nulla di più naturale che le diverse e successive emissioni ripetenti sempre i medesimi tipi. Delle carte da giuoco — continuo il paragone perchè mi pare che corra perfettamente — noi abbiamo diverse fabbriche e diverse