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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/48

46 francesco gnecchi

centinaio e, confrontandoli l’uno coli’ altro, essi si ridurranno facilmente a gruppi più o meno numerosi, ciascuno formato di pezzi aventi il preciso diametro, e combacianti perfettamente tra loro, quando se ne mettano due l’uno vicino all’altro dalla parte del rovescio, onde evitare le sporgenze delle teste.

Fatta la prima divisione a gruppi, sarà facile fare anche un’altra osservazione, che, mentre ogni gruppo (ossia ogni diametro) avrà un tipo più o meno diverso degli altri, fra gli individui del medesimo gruppo non sarà raro il caso di trovarne parecchi che presentano il medesimo spessore — anche questo è variante — e l’identico tipo di fabbricazione, siano essi fusi o coniati. Fra i cinquanta circa della mia collezione per esempio, ne trovo quattro coniati appartenenti a Nerone, Vespasiano, Trajano ed Alessandro Magno, tutti coll’identico e preciso diametro di 38 millimetri, che si possono assicurare usciti dalla medesima officina. E così fra i fusi ne trovo altri che a tre, a quattro, si accordano così perfettamente per diametro, spessore, fabbrica e stile, che bisogna necessariamente ritenerli appartenenti ad una medesima emissione. Aggiungerò di più che un gruppo si presenta con tutti i pezzi ornati da simboli incisi, altri invece ne sono costantemente privi, evidentemente secondo le emissioni.

Se si potessero riunire tutti i Contorniati conosciuti, il che, se non materialmente, non sarebbe impossibile con impronte dal vero, facendo su tutta la massa l’accennata operazione di selezione, si potrebbero formare molte serie (e per serie intendo tutte le differenti combinazioni di dritto e di rovescio) e assai probabilmente si vedrebbero le varie teste e le varie rappresentazioni ricomparire in ciascuna serie più o meno completa a seconda della rarità. Le serie più complete si avranno nella grandezza media,