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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/40

38 francesco gnecchi

mensioni più appropriate, furono evidentemente portate al collo, sia per superstizione, sia per qualunque altro motivo. Il Lenormant, uno dei grandi propugnatori di questa idea, vi si ferma lungamente con decisa compiacenza e trova modo di vedere in tutte le rappresentazioni dei Contorniati un significato recondito e talismanico. Aggrappandosi a questa che gli sembra la sola soluzione plausibile, — forse perchè ancora meno plausibili gli sembrano le precedenti — si sforza con tutte le risorse dell’erudizione storica e mitologica, di provare il suo assunto. Secondo lui, furono scelte le teste degli imperatori che più o meno avevano avuto reputazione di maghi; ma se in tal numero può passare Alessandro Magno e fors’anche Nerone, non saprei veramente come comprendervi Galba, Vespasiano e Antonino Pio. Egli considera pure come maghi Omero, Virgilio e Pitagora, e un significato cabalistico tenta di scoprire in tutte le rappresentazioni storiche, eroiche e mitologiche; le quali, diciamolo pure, si prestano molto bene, come tutto ciò che ha del leggendario, a questa come a qualunque altra interpretazione, questione di metterci un po’ di buon volere.

Ma la cosa non può essere presa sul serio, sia teoricamente, perchè altro è sofisticare altro ragionare, sia praticamente per la ragione tecnica più su accennata, che un amuleto va portato, e un Contorniato non si saprebbe proprio come potesse essere portato.... altrimenti che in tasca.


Un’ipotesi recente.


Fu l’anno scorso, che, visto il poco fondamento di tutte le vecchie ipotesi, venne chi ne propose una nuova. Il Sig. Froehner prese la parola sul vecchio