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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/39


cos'erano i contorniati 37

torniato che vi corrispondeva. E qui il Sig. Blanchet ricorda come tale sorteggio fosse in uso ed anzi rappresentato su di un Contorniato, ove si vedono due staffieri che fanno girar l’urna, mentre un terzo mostra il numero estratto.

Sta bene l’uso, e noto è il Contorniato, che anzi è fra i comuni; ma può essere seriamente ammissibile l’ipotesi che si vorrebbe far conseguire? In primo luogo non tutti i Contorniati portano il monogramma o i simboli, e che significato avrebbero avuto quelli che ne sono privi? E poi perchè mai l’unica importanza dei Contorniati si dovrebbe far consistere in un segno quasi invisibile, che spesso avrebbe richiesto l’uso di una lente pel verificatore? A che avrebbe servito una testa da un lato e una rappresentazione dall’altro? Invece di tutta questa roba inutile non sarebbe stato più semplice e più pratico stamparvi semplicemente un numero? E sarebbe stata quella di una medaglia la forma più adatta allo scopo?

D’altronde un segno applicato alla coscia di un cavallo evidentemente non poteva essere se non la marca della razza; come si usa ancora oggidì in alcuni paesi. Ma non era certamente possibile che, (dato pure che tutti i cavalli ne fossero contraddistinti), i due cavalli d’una biga o i quattro d’una quadriga fossero sempre provenienti da una medesima razza, e tutti quindi segnati colla medesima marca. Mi pare dunque che anche questa ipotesi sia da abbandonare.

Veniamo alla spiegazione cabalistica. Come talismani ed amuleti, sarebbe difficile immaginare una forma meno propria di quella di una medaglia rotonda priva di ogni ordigno atto ad appenderla. Non troviamo mai un Contorniato bucato — io almeno non ne ho mai trovati — mentre invece troviamo bucate molte monete, le quali per le loro di-