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contributo alla storia della moneta romana 325

i Flavii. In questa non comprendo evidentemente le monete di Galba e Vitellio, non ostante siano esatte quanto al peso; la brevità del governo di questi due imperatori, che durarono pochi mesi a capo dello Stato, non permise loro una regolare emissione di monete. 1 dupondii non hanno mai la loro testa radiata, ma sempre laureata, come sulle altre monete.

Fra i successori di Nerone quelli che meglio si attennero all’ordinamento di lui furono i Flavii. I dupondii di Vespasiano hanno sempre la testa radiata dell’imperatore, compresi quelli coniati dai suoi figli, lui vivente, con la loro immagine1. I piccoli bronzi dei Flavii sono molto rari, ma rispondono, per peso e metallo, a quelli di Nerone. Se non che Domiziano pare che abbia introdotto una lieve modificazione al tipo del semis, il quale non ha sempre nel diritto l’immagine dell’Imperatore, ma spesso anche quella di qualche divinità.


CAPO II.


Sesterzii di Caligola mancanti delle sigle s • c. — Alla morte di Claudio il Senato usurpa, per parecchi anni, il diritto di coniar l’oro e l’argento. — Dupondii di Vespasiano privi delle sigle s • c. — Significato della formula ex . s . c.

Nel principio del capitolo precedente abbiamo osservato che il bronzo dell’impero veniva emesso

    e calcinando questo in corrente d’idrogeno; il ferro allo stato di sesquiossido; lo zinco fu calcolato per differenza. I risultati ottenuti condussero alla seguente composizione:

    Rame per cento 82,28
    Zinco           „ 17,31
    Ferro           „ 0,41

  1. Una piccola eccezione la fanno certi dupondii di Vespasiano, in oricalco, con la testa laureata. Fra quelli di Domiziano ve ne ha qualcuno che soffre la stessa eccezione.