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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/303


appunti di numismatica romana 289

descrizione di quelli che stanno nella mia collezione e in qualche altra finora non descritta. — Mio scopo principale non è quello di far conoscere qualche tipo nuovo o variante, bensì di dare la descrizione completa di un certo numero di esemplari, augurandomi che altri, seguendo il mio esempio, faccia altrettanto, aumentando così il numero degli esemplari noti e facilitando il mezzo di stabilire le serie.

Oltre all’indicazione del diametro e del peso ho anche segnati quelli che sono certamente coniati. Quelli che non sono indicati come tali, si debbono ritener fusi, quantunque la distinzione fra la fusione e la coniazione non sia sempre facile. Le ossidazioni, le patine, le cattive conservazioni, le ritoccature a bulino sono altrettante difficoltà che si oppongono a un giudizio sicuro.

Il Signor Charles Robert volle introdurre una innovazione nel descrivere i Contorniati e diede il nome di dritto a quello che comunemente chiamasi rovescio e viceversa. Vide insomma il lato principale nella rappresentazione e il secondario nella testa. Forse non ha torto; ma siccome, arzigogolando, questa ragione potrebbe essere egualmente valida per molte monete, nelle quali noi siamo assai più interessati ai tipi dei rovesci che non alla testa — questione del punto di vista sotto il quale si considerano — per conto mio credo più opportuno e più regolare seguire l’antico sistema, il quale del resto è seguito da Sabatier, da Cohen e, possiamo dire, da tutti.

Aggiungerò poi che pei Contorniati trovo più opportuna la divisione per teste, non perchè a queste si debba attribuire maggiore importanza che non ai rovesci, ma |)el motivo che l’esperienza dei molti ormai esaminati mi ha convinto che le serie si formano per ogni testa, ed anzi per ogni tipo di ciascuna di esse. Credo cioè che a ciascun tipo di testa (perchè