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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/298

284 francesco gnecchi

di Nerone, che lasciano il dubbio se siano veramente Contorniati o solo Gran Bronzi di quest’imperatore, coll’orlo ribattuto e che formano quasi direi il punto di transizione fra l’una e l’altra categoria. E più di tutto mi confermarono nella persuasione dell’identità dello scopo, due Gran Bronzi, i quali, oltre l’orlo ribattuto, portano gli emblemi caratteristici dei Contorniati, ageminati o incisi.

Il primo è di Nerone, appartenente al medagliere di Brera, ed è fregiato del monogramma PE ageminato in argento; l’altro appartiene alla mia collezione ed è di Caracalla, col rovescio d’Esculapio, nel quale venne graffita una palma, precisamente come la vediamo frequentemente sui Contorniati. Questi emblemi aggiunti indicano in modo indiscutibile che quei due bronzi erano stati così trasformati per servire all’uso dei Contorniati.

Genesi probabile dei Contorniati.


Sono anteriori i veri Contorniati, oppure i Bronzi ad orlo ribattuto? Crederei questi ultimi e crederei anzi che da essi debbano i Contorniati riconoscere la loro naturale derivazione.

Immagino che a un dato tempo si fosse introdotto nell’uso popolare un giuoco che si giuocava colle grosse monete di bronzo. Pare che allo scopo le monete potessero meglio servire con un orlo rilevato, e si trovò che il mezzo più semplice per ottenerlo era quello di battere col martello le monete tutt’all’ingiro. Si scelsero all’uopo fra le monete in corso quelle più grandi e più rotonde e quindi, fra le antiche, i gran bronzi di Nerone a preferenza d’ogni altro, poi quelle di Caracalla, romane o coloniali e, fra le contemporanee, i medaglioni dei Costan-