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de’ suoi successori, grossi veneti o matapani del doge Pietro Gradenigo (1287-1311), e grossi fatti ad imitazione dei veneti da Urosio re di Serbia o Rascia (1297-1321), quello ricordato da Dante nel XIX canto del Paradiso, là dove dice a proposito di queste monete:

" e quel di Rascia

Che male aggiusta il conio di Vinegia „

Il ripostiglio daterebbe dunque dalla prima metà del secolo XIV.

(Dal Giornale l’Alto Adige).


Un ripostiglio in Sardegna. - Dalla cortesia dell’egr. Sig. Ing. Cav. Edoardo Guzzo, Maggiore del Genio, abbiamo notizia che il 22 giugno, anno corr., nella località detta Monte Tramentu (dintorni di Ozieri), escavandosi la base di un nitrago, si trovò all’interno di questo, e propriamente in uno de’ loculi praticati nello spessore delle pareti, lo scheletro di un guerriero, a’ cui piedi era collocato un vaso di terra contenente un certo numero di monetuccie di mistura.

Quattro di queste vennero presentate come saggio, e donate dal predetto Sig. Maggiore, al R, Medagliere di Brera; si tratta di denari medioevali delle zecche d’Asti e di Genova.

Il Premio Duchalais. — L’Accademia delle Iscrizioni e Belle Lettere di Parigi, nella sua seduta del 21 marzo scorso, dietro proposta del relatore Maximin Deloche, accordava il Premio Duchalais al signor Maurice Prou per il suo Catalogo delle Monete merovingie del Gabinetto delle Medaglie alla Biblioteca Nazionale (Parigi, 1892, in-4). La commissione era composta dai Sigg. Deloche, Schlumberger, de Barthélemy e Muntz. Le nostre sincere congratulazioni all’egregio numismatico.