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la zecca di reggio emilia 215

Ne altro se non quella mi perdoni e me li racchomando di continuo e li bacio le manj. Di rezo. El di 8 di novembre 1553.

«Di Vostra Ecc.a

„ seruo „
El pasturino.


(di fuori): „ Allo Ill. mo Ecc. mo Signor jl Ducha

„ Di ferrara padron mio».1.

Pochi giorni dopo scritta questa lettera, l’artista riceveva piena libertà, per intercessione del duca di Parma. A questi, il 13 dello stesso novembre, scriveva infatti ringraziando di tanta umanità usata verso di lui in quella circostanza. Da questa lettera rilevasi inoltre che Pastorino, durante la sua permanenza a Reggio, lavorò pel Farnese e per la zecca di Parma. Tra le monete per lui coniate eravene una da tre giulii, che raffigurava Muzio Scevola simbolicamente ricordante il duca Ottavio che, assediato in Palina da Ferrante Gonzaga aveva saputo animosamente tenergli testa tino alla levata del campo nemico e pur mostravasi pronto ai più duri cimenti per conservare il suo ducato: dalla lettera stessa si rileva inoltre che appunto in quel tempo intagliò la medaglia in onore di Paolo Vitelli, ducal luogotenente che nella guerra accennata si distinse moltissimo2.

11 30 marzo del successivo 1554 Pastorino scriveva di nuovo al duca Ottavio inviandogli, per mezzo del nipote Jacopo, le stampe per quella zecca raccomandandogli che s’interponesse perchè i patti convenuti fossero mantenuti e mandandogli una medaglia di stucco che aveva fatto per passato tempo3.


  1. R. Archivio di Stato di Modena. — Arti belle: Scultori.
  2. A. Ronchini, Il Pastorino da Siena, negli Atti e Mem. delle RR. Deput. di Storia Patria per le Prov. Modenesi e Parmensi. Serie I, vol. V, fasc. I, 1869.
  3. Op. cit.