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il ripostiglio di monfalcone 353

gruppi di esemplari bene conservati da grammi 1.300 a 1.350 per ciascun denaro. Attenendosi alle analisi di alcuni pezzi del deposito di Primano, fatte eseguire dal Luschin, il quantitativo di fino sarebbe di 0.905, 0.890, 0.884 d 0.880.

Ad Alberto III, ultimo della famiglia de’ conti di Val Venosta, era succeduto nell’anno 1254 Meinardo I, marito della figlia di lui Adelaide e conte di Gorizia. Questi morì quattro anni dopo, lasciando lo stato ai figli Meinardo II ed Alberto II, i quali dopo aver governato in comune per parecchio tempo, nel 1271 si divisero il retaggio paterno. Quegli ebbe il Tirolo, questi la Pusteria e tutti i beni appartenenti al dominio de’ conti goriziani. Parecchie ragioni addotte dal Luschin fanno credere che già il loro padre abbia dato principio alla coniazione de’ denari carentani, nominati da’ Tedeschi Kreuzer, crucigeri, per la croce ond’erano adorni, o Zwainziger per il loro valore di venti veronesi, e ch’essa sia stata continuata da Meinardo II.

Ma come la zecca di Lienz, propria de’ conti di Gorizia, batteva contemporaneamente monete col nome dello stesso Meinardo, oltre che con quello di Alberto II, così non è meno probabile che tenendo i fratelli comune governo, l’officina di Merano avesse pur coniato per conto d’entrambi. Anzi dallo stesso trattato di divisione rilevasi che la moneta meranese doveva rimanere comune anche dopo la separazione de’ domini. Soltanto strano appare che laddove a Lienz ciascuno dei fratelli imprime il proprio nome sulle monete fabbricate per proprio conto, ne’ denari di Merano non comparisca che quello di Meinardo. Questo fatto non potrebbesi spiegare se non col tener per fermo che i fratelli abbiano mantenuto il tipo stesso introdotto dal padre loro, principalmente per evitare che qualsifosse innovazione non danneggiasse il prestigio