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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/396

380 giuseppe castellani

«meno lo danneggia a Fano. Se la S.ta V.ra vorrà certificarsi di questa verità potrà ordinare che si mandi alla Dogana, che si pigli informatione da’ mercanti che fanno venir roba di Venetia et dalli mulatieri che giungono ogni ora in Roma che delli 100 li 90 vengono da Pesaro con mercantie di Venetia et passano con li muli carichi sotto le mura di Fano. D’Ancona a Roma si paga maggior condutta che non si fa da Pesaro a Roma et meno si pagarà da Fano a Roma. Le mercantie di Levante faranno sempre scala in Ancona et per la bontà del Porto capace di ricever navi et altri vascelli grossi et per trovarsi Ancona prima di Fano si che il Porto Borghese non incommoderà né danneggiarà mai quello d’Ancona d’un quattrino. Insomma il Porto di Fano tanto danneggiarà il Porto d’Ancona come fa hoggi quello di Pesaro come è stato benissimo considerato dalle Sacre Cong.re de’ Cam.li et de bone Reg.ne Et in caso che per fortuna o altro accidente capitasse nel Porto Borghese Vascello di Levante la Città di Fano sia tenuta di dire al p.rone del Vascello che se il carico è per Ancona debba andare a fare la sua scala in quella Città. Quando non si facesse il Porto a Fano sarebbe grandissimo danno di quella Città c’ha speso per condur l’acqua del Metaro 17/m. scudi la qual spesa sarebbe stata frustatriva inutile et dannosa perchè non comportava fare una tanta spesa per li molini solamente.

«17 novembre 1612.

«Galeotto Uffreducci».



Letto questo memoriale il Papa di suo pugno vi scrisse: "Al Card. Serra perchè ne parli con N. S. al quale pare che la città di Fano abbia levato ogni difficoltà." E dopo questo rescritto non eravi luogo a dubitare ulteriormente che il Porto non si sarebbe fatto. Era troppo chiara ed esplicita la volontà del Sovrano perchè altri si attentasse a fare nuove osservazioni. Con tutto ciò qualche accenno ad altre ostilità più o meno velate lo troviamo nelle preziose annotazioni che l’Uffreducci faceva sulle lettere a lui dirette. A tergo di una lettera del Comune delli 16 dicembre 1612 scrive:

«La Città loda che io non habbia contradetto nella Congregazione alli architetti. Il ripiego c’havevo acciò si facesse in tutti i modi il Porto a Fano era la parola ferma havuta dal S.r Roberto Primo Dep.rio et Thes.re Sec.to di N. S. che voleva fare tutta la spesa di sua borsa et voleva godere per 20 anni