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126 c. luppi

MEMORIE SOPRA DUE MONETE INEDITE


DELLA REPUBBLICA DI PISA1.


I.


D/ — + BONAC • DE PALVDE • PIS • POT • (Bonaccursus de Palude Pisanorum Potestas). — Aquila coronata sopra mezza nave; e sotto, leone rampante.
R/ — PI • – SE • Madonna sedente col Divin Figliuolo in braccio; e campana dal lato diritto.

Questa preziosa moneta di argento, ignota ai Monetografi, e forse unica fino al presente, appartiene alla Repubblica di Pisa. La singolare sua rarità consiste nel diritto, ove all’intorno si vede il nome di Buonaccorso da Palude, e al di sotto l’arme del medesimo espressa in un leone rampante, non essendovi esempio, che nelle monete delle Repubbliche toscane sieno stati mai posti i nomi ed i segni dei Consoli, Podestà, Capitani, o altri capi di esse. Si noti ancora che l’Aquila, quale formava lo stemma della città di Pisa, invece del solito capitello, come si vede nei Sigilli e nelle monete, tiene sotto gli artigli una mezza nave; il che potrebbe essere allusivo alle imprese marittime del suddetto Buonaccorso. Il rovescio colla Madonna e colla figura della campana, segno del Presidente della Zecca, è comune.

Abbiamo dalla storia e dai pubblici monumenti, che Buonaccorso da Palude, uomo insigne per la sua virtù e

  1. Questa Memoria fu pubblicata la prima volta in Pisa nel 1809 e stampata in foglio volante, e nel 1812 venne ripubblicata in Livorno nel primo volume della Pisa illustrata di Alessandro da Morrona, a pag. 474-476; tav. III, n. 1.