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54 luigi a. milani

Giano imberbe sta a Giano barbato, precisamente come Apollo sta a Giove, ed Ercole imberbe ad Ercole barbato1. Esso rappresentava la guerra e la pace insieme; Apertus era la guerra, Clausus la pace. Clausus non fu onorato se non tre volte in tutta la storia di Roma:

I. al tempo di Numa (715-672 a. C.), — pace e federazione dei Romani coi Sabini;

II. nel 235 a. C., dopo la prima guerra punica, — pace e federazione generale italica;

III. nel 29 a. C., sotto Augusto, — pace e federazione mondiale2.

Il tipo del rovescio del detto nummus. Giove Fulguratore, è pure un tipo che emana ed imper-

  1. Ciò dimostrerò nei miei studi da lungo in preparazione, sulla Religione e le Divinità degli Etruschi. I risaltati di questi miei studi ho in parte comunicato privatamente, fin dal 1884, ad alcuni scienziati miei amici, fra i quali, l’egittologo E. Schiaparelli, G. Wissowa, autore del Sacralwesen (Marquardt, Röm, Staatsverwal., 2* ed. III), e il grande Mommsen. Ragioni di salute e d’ufficio, per la nuova installazione e l’ordinamento del R. Museo Etrusco Centrale cui sono preposto, mi hanno finora impedito di pubblicare i detti miei studi; ma se non l’opera completa, la quale richiede ancora molto tempo, almeno i risultati principali, sono ormai deciso di darli fuori quanto prima.
  2. Adesso è apparsa in Roma, insieme con l’iscrizione originale che celebra i ludi saeculares di Augusto, una notevolissima Ara Augusta dell’anno 1° d. C., dedicata a varie divinità nazionali e peregrine: in prima linea a Mercurio (Deo Aeterno Mercurio), indi a Giove, Giunone, Minerva (la triade Capitolina), Iside, ecc. In nome di tutte queste divinità si felicita, in quest’ara, il buon anno ad Augusto, all’impero (suppl. Bormann) di lui, del Senato e del Popolo Romano ed alle universe genti (et gentibus). Il concetto religioso mondiale di questo monumento, il cui contenuto mi è stato gentilmente comunicato, mentre si stampava il presente scritto, dal mio amico Bormann, sta in piena conformità con le osservazioni da me fatte qui ed altrove (vedi pag. seg. e cap. III e IV). — Codest’ara ci richiama del resto la famosa Ara Pacis Augustae (Ovid., Fast. I, 709 segg.), rispondente al medesimo concetto dell’unità e del benessere mondiale (cfr. Mon. Ancyr. C. I. L. III, p. 790-91). La scoperta degli insigni avanzi dell’ara Pacis Augustae la dobbiamo al von Duhn (Miscellanea Capitolina. 1882, p. 11 segg.).