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478 arturo g. sambon


Nel 1487 o nel 1488 adunque fu coniato il coronato dell’Angelo. Vediamo ora che significato abbiano, su questa moneta, la rappresentanza dell’Arcangelo Michele e la epigrafe IVSTA TVENDA.

Il Pontano nel suo libro Historiæ Neapolitanæ narra che Ferdinando, durando tuttavia ferocissima la lotta contro l’angioino ed i baroni ribelli, prese d’assalto il Santuario di Monte Gargano e ne fece fondere il tesoro, sia per bisogno di denaro, sia per timore che il duca Giovanni ne prendesse possesso. Altri annotò poi che, assieme agli arredi sacri, venne fusa una grande statua d’argento dell’Arcangelo Michele ed il Summonte aggiunse di suo che dall’argento ricavato da tale fusione si coniasse moneta avente la rappresentanza di quella statua ed il motto IVSTA TVENDA a dinotare come Ferdinando fosse stato da imperiosa necessità astretto a distruggere quella sacra immagine.

La leggenda IVSTA TVENDA e la rappresentanza dell’Arcangelo Michele erano invero assai acconce a dar sembianza di verità alla supposizione del Summonte e d’allora in poi storici e nummografi ripeterono con tutta sicurtà la di lui conghiettura.

Il Lazari, colla sua solita argutezza, ebbe qualche dubbio su tale interpretazione della leggenda IVSTA TVENDA; ma ciò nondimeno credette anch’egli che tale tipo fosse improntato almeno sin dal 1465.

Ora dinnanzi alla irrecusabile evidenza de’ documenti vien meno questo fantastico edifizio. Il coronato dell’Angelo, coniato per la prima volta nel 1488, non ha evidentemente nulla di comune colla depredazione del Santuario dell’Arcangelo Michele.

Speciale devozione ebbe già Alfonso per il Santo di Monte Gargano. L’Arcangelo Michele assieme a San Giorgio era protettore dell’esercito