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88 tarquinio gentili di rovellone

di questa moneta, e che il nome di lui vi sia stato posto senz’altra indicazione, ed in dativo, per dimostrar chiaramente che nessuna potestà egli esercitava allora su Roma1.

L’esame fatto delle due monete (fig. 4 e 6) porta a riferirle a due fatti speciali, e quindi a due epoche determinate, e non molto distanti fra loro. L’una ricorda il ritorno in Roma di Giovanni XIII, richiamato dallo esilio, e fu di certo coniata circa il mese di ottobre dell’anno 966: l’altra data con sicurezza dal Natale 967.

Papa Giovanni peraltro resse in piena tranquillità la Sede apostolica fino al 6 settembre del 972. È ragionevole presumere che durante il periodo non breve dal 967 al 972, abbia fatto battere altre monete, o almeno quella della quale per prima si è ragionato (fig. 5). E poiché questa non riferiva, né richiamava alcun fatto speciale, il suo conio ritornò alla forma ordinaria, segnando nel dritto i due nomi del Papa e dello Imperatore. Non riesce possibile assegnarle una data precisa: indubbiamente però la maggiore rozzezza del conio e la somma irregolarità del disegno,2 come assicurano non essere uscita

  1. Resta un dubbio. Se questa moneta fa destinata a commemorare un fatto storico che non si poteva ripetere, come e perchè viene rappresentata con due conii differenti? Par che non possa esservi se non una risposta: le minime differenze di conio non bastano a dimostrare la differenza di tempo nella coniazione, secondo la idea accennata nella precedente nota 1, pag. 78.
  2. Ho nella mia collezione un esemplare di questa moneta ed uno dell’altra col ottoni imper, ho quindi potuto far con esattezza il confronto per rilevare la differenza del conio e del disegno. Il mio esemplare della fig. 5, tav. I, è incompleto nelle leggende dei due giri come quello riportato dal Promis. È però meglio conservato nelle leggende dei due centri. In