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le monete dei pontefici romani, ecc. 87

di origine non italiana, e cominciato ad attuare con guerre fratricide, riuscì solo a destar nuove gare, egualmente ambiziose, fra i più prepotenti feudatarii nostrani e stranieri. Ambizioni e gare, che, in luogo di un regno autonomo ed indipendente, procurarono alla Italia uno dei più tristi periodi, quale sol potea venirle da dieci tiranni, che nel breve corso di 74 anni (888-962) si disputarono la corona, ferocemente combattendo per conseguirla, o per riacquistarla perduta1.

La mancanza del nome Roma, e la sostituzione della croce patente, concorrono a determinare con sicurezza il significato dello straordinario rovescio fatto imprimere dal Papa in questa moneta. Esso dice chiaro, che si riferisce a colui che di recente aveva assunto la corona d’Italia, e che sarebbe stato il continuatore delle tradizioni dei Franchi, non già dei Re intermedi, egualmente nefasti alla Italia ed ai Papi. Era pure la espressione della speranza su di un migliore avvenire!

Sembra in fine possa ragionevolmente concludersi, che al solo Ottone II debba riferirsi il rovescio

  1. Non sarà inutile ricordare i nomi di coloro che a raggiungere le proprie mire ambiziose non rifuggirono dal profittare del vario parteggiar do potenti Baroni e dallo invocare alleanze ed alati stranieri, riducendo por tal via alla estrema rovina quel Regno, che par diceano di volere autonomo ed italiano, e trascinandolo ancora una volta, e sventuratamente non fu l’ultima, sotto la dominazione di regnanti di oltre Alpi. Essi sono: Berengario duca del Friuli, re ed anche imperatore (888-924). — Guido duca di Spoleto e Camerino, re ed imperatore (888-894). — Lamberto, figlio di Guido, re ed imperatore (894-898). — Arnolfo di Germania, re ed imperatore (884-899). — Lodovico di Provenza, re ed imperatore (900-905). — Rodolfo di Borgogna, re (922-925). — Ugo di Provenza, re (926-945). — Lotario figlio di Ugo, re (945-950). — Boregario II, marchese d’Ivrea, ed il figlio Adalberto, associati (950-962).