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le monete dei pontefici romani, ecc. 63

fede alle promesse fatte a Benedetto V: eran forse troppo recenti! Fu necessario un formale assedio con uso di petriere ed altre macchine da guerra e collo impedire la entrata di ogni sorta di viveri. In breve tempo i romani furono costretti ad arrendersi, ed il 23 giugno 964 Ottone I entrò in Roma la occupò coll’esercito vincitore.

Il primo atto fu naturalmente, di rimettere al suo posto il papa Leone VIII. E poiché occorreva provvedere al nuovo papa Benedetto, che, seguendo la sorte toccata al popolo, aspettava gli eventi, fu convocato un nuovo Concilio, anche allo scopo di discutere i mezzi adatti ad assicurar l’ordine per lo avvenire e la stabilità della Sede pontificia.

Intervenne al Concilio anche papa Benedetto, il quale, redarguito perchè avesse usurpato il papato a danno di Leone, alla cui elezione aveva concorso col voto e colla opera sua, ed al quale avea pur giurato fedeltà, null’altro ebbe a ripetere che questo: se ho errato, abbiate misericordia di me. E bastò. Ebbe luogo per lui una vera pubblica degradazione, perchè fu spogliato degli abiti pontificali, coi quali era intervenuto al Concilio, e dovè consegnare il pastorale a Leone, che fattolo spezzare, ne mostrò al popolo i rottami1. Ed ecco il terzo Papa che veniva deposto nel breve tempo trascorso dal novembre 963 al giugno 964! Strani tempi davvero, e più che strani, incomprensibili! Si accordò a Benedetto di restare nell’ordine dei diaconi, ma collo esilio in Germania.


  1. Palatii, l. c. col 139. — Muratori, l. c. pag. 247.