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cammeo rappresentante Giove Egioco; e la Lettera sopra un’antica argenteria nuovamente scoperta in Roma; nel 1794 le Iscrizioni greche Triopee, ora Borghesiane, con versioni, e le Pitture di un antico vaso fittile trovato nella Magna Grecia ed appartenente a S. A. il signor Principe Stanislao Poniatowski; e nel 1797 i Monumenti Gabini della Villa Pinciana. Evidentemente dalla surriferita nota si chiarisce quanto grande fosse l’operosità del Visconti per tanti e si svariati lavori, e quanto meravigliosa fosse la versatilità del suo ingegno nel passare per si differenti argomenti, trattati sempre con inesauribile erudizione.

In mezzo però a si grande fervore di studi si erano maturati in Europa grandi avvenimenti, la rivoluzione in Francia, 1789, e l’invasione dei repubblicani francesi in Italia, 1796.

Nell’ottobre dell’anno 1797 il Berthier coi Francesi entra anche in Roma, vi instituisce tosto un governo provvisorio, e inaugura la Repubblica, chiamandovi a reggere il Ministero degli intemi il nostro Visconti, ed eleggendolo poco di poi uno dei cinque del Consolato, 1798. Per tal modo il sommo archeologo trovossi ingolfato senza volerlo nel mare torbido della politica e della guerra, a cui l’indole sua mite, ed il suo genio lo rendevano affatto inetto. Pertanto non corrispondendo alle speranze dei più esaltati, abbeverato di amarezze, fu privato dopo breve tempo di quelle cariche, onde ritornò con gioia a’ suoi studi. Ma non doveva lungamente godere di quella tranquillità, perchè impadronitisi i napoletani dell’eterna città, il Visconti, temendone le ire per aver servito, sebbene nolente, il governo francese, abbandona la patria, ricoverandosi colla famiglia in Perugia. Quel suo primo esilio durò solo ventisei giorni, perocché ripresa Roma dai francesi con Championnet, il Visconti rivide la sua città nativa, ma dovette ben presto rifare i passi dell’esilio al nuovo sopraggiungere dei napoletani, al novembre del 1799, e questa volta si trovò separato dai figli e dalla moglie che teneramente amava. Dopo molte avventure potè finalmente rifugiarsi in Francia, dalla quale non si allontanò più mai.

Appena toccato il suolo francese una lettera di quel Go-