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medaglie del vellano di padova in onore di paolo ii 553

altrettanto si può dir con certezza del quarto. Le medaglie in onore di Paolo, con lo scudo dei Barbo nel rovescio, sono parecchie: ma i rovesci privi di leggenda son due solamente, l’uno del diametro di mill. trentanove, del quale s’è parlato, l’altro di mill. quarantaquattro per trentotto, nel cui diritto si legge: PAVLO • VENETO • PAPE • II • ITALICE • PACIS ― FVNDATORI • ROMA • È la medaglia, che si riferisce all’editto di Paolo, relativo alla pacificazione d’Italia del 14681, conservata in un bell’esemplare anche nel Museo Civico di Vicenza. A’ due rovesci, privi di leggende, si potrebbe anche aggiungere un terzo: ma su questo, che ha il diametro di sessantasei per quarantaquattro millimetri, non vuolsi, mi pare, nemmeno discutere, essendo una riproduzione in rilievo d’un intaglio in corniola, custodito nella Galleria degli Uffizi in Firenze, allusivo al Giubileo del 1470, come appare dalla leggenda: PAVLO • VENETO • PAPE • II • ANNO • PVBLICATIONIS • IVBILEI • ROMA2. Resterebbe pertanto il dubbio, se opera del Vellano sia il rovescio di millimetri trentanove, o l’altro di millimetri quarantaquattro per trent’otto. Dato però, come attesta il Gualdo, che l’artefice padovano lavorasse la medaglia di millimetri trentanove co’ rovesci rappresentanti l’abside del san Pietro, l’udienza pubblica e il Presepio di Santa Maria Maggiore, non pare che anche la medaglia col rovescio, rappresentante lo scudo dei Barbo senza leggenda, dovesse avere dimensione diversa. Lo fa presumere, non fosse altro, il millesimo del rovescio, ov’è scolpita la tribuna di San Pietro in Roma, che si accorda, come ho detto, col tempo, in cui il Vellano lavorava nel palazzo di Venezia.


  1. Armand, Tom. II, pag. 83, n. 17. — Trésor de Numismatique, I. xxiii, 7. — Litta, op. cit.. Barbo, n. 17.
  2. Armand, Tom. III. pag. 162. D.