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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/469

452 arturo g. sambon

medaglie commemorative e religiose1. Ma assai altre monete medioevali, al modo stesso s’improntano dalla protome dei santi patroni delle città; e d’altra parte, ammesso pure, quantunque sia poco credibile, che gli esemplari posseduti sin’ora, rappresentino tutta intera la serie delle monete autonome ducali, ninna prova negativa può dedursi dall’interrotta coniazione. È noto pur troppo che i rapporti di dipendenza tra le città di Campania scampate alla conquista longobarda, e l’impero Bizantino, furono sempre mal definiti e mutabili. E che assalite da ogni parte, e costrette a schermirsi con deboli forze tra nemici potenti, fu per esse necessità d’acconciarsi ai casi variabili di fortuna. Onde Duchi e Consoli, secondo gl’interessi del momento, e secondo che declinava o rialzavasi il dominio greco in Italia, or s’atteggiarono a dinasti indipendenti, ed ora accettarono e richiesero titoli d’imperiali ministri. Non è dunque meraviglia se, in mezzo a questa alterna vicenda, a volte apparve e a volte spari dalle monete il nome dei Duchi Napoletani, così come v’apparve e ne spari l’immagine di s. Gennaro.

Quanto a questo simbolo narrano, che in teqipo assai remoto, i cittadini atterriti da un incendio spaventoso del Vesuvio, invocassero la protezione del martire Vescovo, e che smorzate per miracolo le fiamme, ut Deo gratias agerent et monimentum benefica posteria commendarent per Theocritum ducem numismata cum imagine sancti Benefactoris cuderunt2. Però gli agiografi non s’accordano intorno l’anno dell’incendio, e il singolare numisma, impresso

  1. In sanctorum honorem potius cusos, quam ut per manua ad mercimonios traderentur. Capacii, Op. c., pag. 271, e lo stesso dicono tutti i biografi del Santo.
  2. Narratiuncula sive Homilia de Vesuviano incendio, in calce all’apografo greco della vita di S. Gennaro, intorno al quale v. Capasso, Op. c., pag. 36 e seg. La moneta sarebbe stata coniata nel 685, ma allora era duca Stefano e non Teocrito. Altri pongono l’incendio del Vesuvio e il miracolo in tempo anteriore.