Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/398


è davvero esistita la zecca di mesocco ? 381

15261.” Perchè Gian Francesco favoriva il Medeghino che due anni prima gli aveva tolto Musso e le tre Pievi e ferocemente battuta la parte francese, il Trachsel non lo dice. Gian Francesco Trivulzio, che da Francia teneva titoli ed onori, dopo la gran rotta de’ Francesi sotto Pavia ebbe confiscati dall’impero beni e feudi ed annullati tutti i privilegi sin allora goduti dalla sua famiglia.

Nel 1526 parve avvicinarsi allo Sforza, ma è assurdo potesse favorire il Medici che gli aveva usurpato gran parte dei beni ereditati facendosi un dominio colle sue spoglie. Annientata nel 1526 in Italia la parte Francese e crescendovi a dismisura la potenza imperiale, temettero i Grigioni, come già era accaduto di Chiavenna, fosser lor tolte all’improvviso tutte le castella al di là delle Alpi per cui “persuasi che le fortezze senza un giusto numero di difensori non potevan esser loro che dannose, fecero smantellare nonché Chiavenna, Mesocco, Morbegno, Piattamala, Masegra, Ponte Tirano, Dosso, Grosio”2. Seguendo in questo i precetti del Macchiavelli il quale appunto aveva scritto «i buoni eserciti senza le fortezze sono sufficienti a difendersi; le fortezze senza buoni eserciti non si possono difendere.»

  1. C. F. Trachsel, Les atéliers monétaires de la famille des Trivulzio, Bruxelles, 1870. Pag. 16. In un’altra inesattezza cade il Trachsel, op. cit. pag. 5, mettendo che Gian Giacomo ebbe il fendo di Mesocco nel 1482 per 10000 scudi (data e somma presa dal Müller, op. cit. Vol. VIII, lib. V, cap. II, pag. 212).
           Il Rosmini, che gli fa guida nel compilare la sua memoria, cita invece l’atto di vendita steso dal notajo Pietro Brenna, fatto il 20 Novembre 1480 per 16000 scndi.
  2. Francesco Saverio Quadrio, Dissertazione Critico-storica intorno alla Rezia. Milano, 1755. Vol.I, pag. 128