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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/254


giacomo bannissio 241

Massimiliano dal 1480 al 1488 e Vescovo d’Arras nel 15011. È certo soltanto che l’ufficio di cancelliere tenevasi già da lui sin dal 15092, né smettevasi in onta ad altri carichi diplomatici, sino alla morte di Massimiliano, avvenuta nel 15193. E nel 1519 entrava egli nell’anno cinquantesimo terzo dell’età sua.


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Che la medaglia si coniasse in onore del Bannissio, non vi ha, mi pare, alcun dubbio. Lo attesta apertamente il diritto, che ne reca l’effigie, del pari che la leggenda, incisavi all’ingiro. Non con altrettanta sicurezza si può fissare l’occasione e diciamo anche il motivo, per il quale si ebbe essa a coniare. Dalla menzione di segretario, che si fa nella leggenda del diritto, potrebbesi forse congetturare che vi si volesse ricordare la promozione del Bannissio a quell’ufficio. E la congettura si avvalorerebbe anche da un particolare del rovescio. Badisi che l’individuo, in toga, prostrato davanti a Massimiliano, assomigliasi di molto al Bannissio, che si raffigura nel diritto. Non diversi vi si presentano il profilo del volto, la foggia dei capelli e le rovescie della toga, identiche a quelle d’una pelliccia. Aggiungasi che l’individuo prostrato sostiene con le mani un quaderno co’ sigilli pendenti, somigliantissimo a un diploma. Ma questa non è, ripeto, che una semplice congettura. E la congettura stessa non

  1. Armand, Les Médailleurs Italiens. Tomo II, pag. 81. Paris 1883.
  2. Le Glay, Op., cit. Tom. I, pag. 303.
  3. Sanuto, Diarî. Vol. XXVI, pag. cit.