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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/204


appunti di numismatica romana 195


Ora delle nuove monete d’Elena descritte, i numeri 1 e 2 ci offrono due rovesci di Fausta riprodotti esattamente, sia nella rappresentazione come nella leggenda, e per di più ci danno il busto d’Elena coi capelli acconciati come nelle monete di Fausta; il N. 3 ci offre al rovescio di una testa di Elena una rappresentazione pure di Elena con una leggenda propria delle monete di Fausta. Se a queste anomalie si aggiunge, che, per quanto si può tener conto della iconografia1 in questi bassi tempi, la testa coi capelli ondati e annodati ha sempre dal più al meno le fattezze di Fausta, anche quando porta la leggenda relativa ad Elena (N. 1 e 2), e viceversa la testa diademata offre piuttosto le sembianze d’Elena, anche col nome di Fausta (N. 12);

  1. Veramente non si può tenerne gran conto in quest’epoca, fatta forse un’eccezione per le monete d’oro. In quelle di bronzo le fisionomie, principalmente femminili, non sono riconoscibili che fino a an certo ponto, e non reca quindi sorpresa come non abbiano mai potuto accordarsi i numismatici allorchè vollero dare un giudizio sull’età d’Elena dalle suo fattezze sulle monete di bronzo. A seconda dogli esemplari, chi vedeva una giovine, chi una donna di mezza età, chi una vecchia addirittura, e io pure confesso francamente che davvero non saprei quale età attribuire all’Augusta rappresentata su quei bronzi. Ho fatto un’eccezione per le monete d’oro; ma anche questa va intesa in modo assai relativo e ristretto. Si osservino i tre aurei d’Elena, che mi furono gentilmente comunicati dal Museo Britannico, e che ho riprodotto in fino di quest’articolo. Esisto bensì fra quei tre ritratti una vaga somiglianza; ma esiterei ad affermare che, senza l’aiuto della leggenda, i semplici lineamenti basterebbero ad identificarli con sicurezza.

    Non parliamo poi delle monete postume, le quali per esser state battute qualche anno dopo, portano più evidenti le traccio della decadenza dell’arte. Si osservino i tre Quinari (N. 13, 14 e 15). Dovrebbero tutti rappresentare Elena; ma invece presentano tre teste affatto differenti l’una dall’altra, e ce n’è per tutti i gusti.... eccettuato forse il buono. E lo stesso dicasi dei Quinari di Teodora (N. 18 e 19). — Si vollero scusare queste monete, o per meglio dire gli incisori che ne apprestarono i