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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/201

192 francesco gnecchi

il quale, sapendo che mi stavo occupando delle monete d’Elena e di Fausta, me ne favori gentilmente un’impronta. — L’esemplare è molto meglio conservato di quello del Museo danese, e vi si legge chiaramente anche l’esergo TRP. La moneta descritta al N. 6 di Cohen va dunque così rettificata:

Quinario di Bronzo. (Museo di Danimarca).

D/ — FL IVL HELENAE AVG
Busto diademato a destra.

R/ — PIETAS ROMANA
Elena di fronte rivolta a destra col figlio Costantino in collo.

Il Cohen, accettando l’inesatta descrizione del Ramus, interpretò la figura del rovescio per la personificazione della Pietà; ma, se a primo aspetto una donna che stringe al petto due bambini parrebbe con molta verosimiglianza prestarsi a tale interpretazione, conviene osservare come la Pietà sulle monete romane sia sempre in ben altri modi rappresentata, e come i tipi siano generalmente mantenuti. Il tipo accennato assomiglierebbe piuttosto a quello raffigurante la Fecondità. Ma, ammettendolo pure per la Pietà, giacché accompagnato dalla leggenda PIETAS, come giustificheremo questo medesimo tipo ripetuto nei due nuovi bronzi colle leggende SALVS e SPES? Non potremo certo ammettere che la medesima figura sia stata adoperata a personificare successivamente la Pietà, la Salute e la Speranza, queste ultime due poi con assai meno verosimiglianza che la prima; e dovremo conchiudere che la figura non è la personificazione particolare d'una deità astratta.