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serdica o antiochia? 543

Su queste serie vediamo non di rado l’effigie imperiale rappresentata anche a sinistra, le lettere della leggenda sono alquanto più piccole ed eleganti, e la lettera A, specialmente nelle leggende dei rovesci, si modifica successivamente sino ad assumere la forma Λ (senza barra trasversale) oppure Greek Lambda normal.svg (colle aste riunite in alto da un tratto orizzontale).

E più specialmente sulle monete con spqr, le quali, come vedremo più in là, appartengono all’ultima emissione, la lettera G, che nel diritto delle monete offre ancora frequentemente la forma arricciata, riassume di solito nel rovescio la forma regolare1.

Per dimostrare che le monete di Gallieno contrassegnate con c vi pp, un ramo, oppure spqr, non possono appartenere ad Antiochia, esamineremo partitamente la serie di Gallieno con spqr.

Su queste monete si trovano, fra gli altri, i seguenti rovesci: aeqvitas avg — fortvna avg – minerva avg — providentia avg — salvs avg — venvs avg – victoria avg — virtvti avg.

Tutti questi rovesci con spqr, ed oltre a ciò identici nel modo di rappresentazione, nello stile, e nella forma delle lettere, li troviamo anche sulle monete di Claudio colla stessa caratteristica dell’A che talvolta assume la forma Greek Lambda normal.svg; non vi si trova più, invece, la forma arricciata del G, che, come abbiamo accennato, è già divenuta più rara sui rovesci analoghi delle monete di Gallieno.

Queste monete di Claudio (Fig. 3-15) hanno per solito, sotto il busto dell’imperatore, uno, due o tre punti (., .., ...), sono state quindi coniate in 3 officine.


  1. Da parte di non specialisti si son fatte delle obbiezioni in proposito; ed è naturale, del resto, che possa sembrare eccessiva l’importanza che gli specialisti danno a cose apparentemente di così piccolo momento, come la forma irregolare d’una lettera; eppure sono particolarità tutt’altro che trascurabili, le quali servono di guida, in ispecie quando si tratta di monete senza segnatura, per chiarire la serie cui appartengono; nello stesso tempo che, appunto come gli altri distintivi caratteristici delle monete, ci provano come in tutto l’ordinamento monetario si seguisse un sistema rigorosamente stabilito, ciò che forse si ignorava prima dora.