Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/522


compendio storico di quindici zecche italiane 495

vico, tanto come duca titolare di Milano, che principe nostro di fatto, montato che fu al soglio francese ed operata ebbe la conquista, nei 1499, della patria nostra. Ma sì di queste produzioni, come di quelle dell’altro re Francesco I, ne sarà trattato a lungo a suo posto1.

Con la cacciata dei Francesi dall’Italia, avvenuta per la battaglia di Pavia e la prigionia del re Francesco suddetto nel 1524, ebbe fine, si potrebbe dire, la zecca d’Asti. Poiché, quantunque l’imperatore Carlo, diventato padrone d’Asti e di tutto il Ducato di Milano, per la pace di Cambrai del 1529, vi abbia battuto moneta e singolarmente un bellissimo testone (pubblicato da Bellini)2 col ritratto e coll’impresa sua favorita, che vedremo più volte, di due colonne in acqua; pure la città fu ceduta poco dopo da quell’augusto ai duchi di Savoja, con che restò definitivamente privata dell’onore antico.

XII.


MANTOVA.


Si disputa fra uomini eruditissimi dell’origine di questa zecca; inclinando alcuni a farla ascendere al secolo X, con il terzo Ottone imperatore (996), ed

  1. Per le monete battute da Carlo d’Orleans, da Lodovico XII e da Francesco I ad Asti, vedi la bell’opera di D. Promis: Monete della Zecca d’Asti. Torino, 1853, in-4°, con tav. Quello dei due sovrani furono più tardi ripubblicate da H. Hoffmann nella sua opera: Les monnaies royales de France, etc. Paris, 1878, in-4°, con tav.

    (F. ed E. G.)

  2. Dissert. 1774, pag. 12, fig. 4.