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494 giovanni mulazzani

XI.

ASTI.

Questo ricco e potente Comune dell’età di mezzo ottenne il diritto di monetare da quel medesimo re Corrado II, che l’aveva già conferito ai Genovesi; il diploma fu pubblicato dall’Ughelli e riprodotto dal Carli, ed è dell’anno 1140.

Muratori ci diede una monetina erosa, sicuramente un danaro del secolo XII o XIII; poi vengono i grossi di buon argento, dei quali vi è notizia negli antichi statuti di Verona fatti dagli Scaligeri nel 13291, ed in San Quintino, che ne fa testimonianza nella sua dotta dissertazione sulle monete battute in Piemonte dai conti di Provenza nel secolo XIV2; oltredichè ogni ben composto museo italiano n’è fornito.

Pendente il dominio dei Visconti, cominciato l’anno 1346, non si hanno, come fu veduto di Parma, monete di sorta. A pascere l’occhio di monete patrie od almeno coperte di emblemi di pertinenza nostra, conviene portarsi alla metà del secolo XIV, quando i reali di Francia, già padroni d’Asti dal 1387, per dote di Valentina Visconti impalmata a Luigi duca di Turenna e conte di Valois, la posero in lavoro, facendone uscire copiose monete d’oro, argento e biglione. In Le Blanc stanno i conî di Carlo duca d’Orleans, figlio della predetta duchessa Valentina e di Lodo-

  1. Zanetti. Vol. IV, pag. 361.
  2. Pag. 12. Torino, Stamp. Ghiringhello, 1837.