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compendio storico di quindici zecche italiane 349

che ai lati del Santo vi pose le proprie iniziali. Il periodo per altro della sua maggiore attività fu dal 1334 al 1339, regnando in Como Azone Visconti: numerosissimo biglione vi fu battuto ed anche ottimo argento, dopo il qual principe restò chiusa né fu più adoperata, ch’io sappia, da verun altro Visconte. Un secolo dopo, nella decadenza dell’impero della Vipera, quando i Rusca occuparono per poco lo stato avito, diede un ultimo segno di vita; una monetina rarissima in prova io produrrò a suo tempo, di Lotterie Rusca del 1412.

Fuori di quel cenno imperfetto, che fu detto di sopra, nessun’altra parola fece di questa zecca lo storico recente Rovelli. Quantunque zelantissimo della sua terra natale, è a dolersi che non abbia conosciuto il pregio dei monumenti metallici che servono di valido appoggio alla storia, e che nel medio evo di tante città d’Italia accrescono la fama o lo splendore. Non pubblicò in conseguenza moneta alcuna di Como, mentre così agevole gli sarebbe stato di poter fare, per la ricca messe, che si sa, eravi a’ suoi di nel museo splendidissimo del patrizio Cigalini, ora disperso1.


  1. Dall’epoca in cui scriveva il nostro autore, vennero alla luce molto pubblicazioni, che trattano di questa zecca, e che no illustrano monete inedite. Ne scrissero fra gli altri: Girolamo Amati, Solone Ambrosoli, Camillo Brambilla, Domenico Promis, Pietro Rovelli e Alberto Rusconi. Quest’ultimo illustrò la serie delle Monete dei Rusca nella sua opera: Memorie storiche del Casato Rusca o Rusconi, (Bologna, 1874-77; in fol.)

    (F. od E. G.)