Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/201

184 francesco gnecchi
Rivista italiana di numismatica 1889 p 201.png

Feuardent, così lo giudico io pure dall’impronta che lo stesso ebbe la gentilezza di farmi tenere e così credo lo giudicherà il lettore dalla riproduzione che qui gl’offro, non essendo stato in tempo ad inserirla nella Tavola.

Una corona pure di quercia finalmente vide su quest’aureo — e certo senza prevenzione di sorta — l’incisore che riprodusse la moneta per l’opera di Cohen e per quella dì Babelon. Il disegno non è preso dall’esemplare che è attualmente al Gabinetto di Francia bensì da un altro, e quantunque sia fatto in modo da lasciar capire che il modello non era di perfetta conservazione lascia però anche capire chiaramente che la corona che si è voluto rappresentare è di quercia, e non d’alloro. D’altra parte poi il signor Vidal Quadras y Ramon di Barcellona da me interpellato, mi scrive che il suo esemplare ha la testa d’Augusto laureata1 e similmente il signor Reginaldo Poole mi informa tale essere pure l’esemplare del Museo Britannico2. Dalle quali informazioni parmi doversi concludere che dell’aureo dell’Aquillia (Bab. 3) esistono due tipi, uno colla corona d’alloro, l’altro colla corona di quercia.

Ora, se si considera che l’aureo del medesimo triumviro Aquillio Floro, esibente la corona civica ad Augusto e corrispondente agli altri due più sopra citati dei triumviri M. Durmio e P. Turpiliano, porta la corona di quercia circondata da due rami d’alloro (Vedi Babelon, Aquillia N. 14), parrebbe di intravvedere una specie di concordanza fra questa duplicità di co-

  1. «La téte d’Auguste est laurée
  2. «The British Museum specimen of the Aureos, Aquillia (Bab. N. 3) shows a laurel wreath on the head of Augustus.»