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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/192


appunti di numismatica romana 175

R/ — L • SEMP (MP in monogr.) ROMA
I Dioscuri a cavallo, galoppanti a destra.

(Tav. III, N. 8).


Il rovescio di questo denaro corrisponde precisamente a quello comunissimo descritto da Babelon al N. 2; ma il diritto è nuovo, avendo una Vittoria sopra il segno X dietro la testa di Roma, mentre nel denaro comune l’X è davanti alla testa, e dietro è scritto il nome PITIO. Che questo denaro debba attribuirsi al medesimo monetario, quantunque non vi sia iscritto il nome PITIO, oltre che lo stile, lo indica abbastanza chiaramente il prenome L SEMPRONIVS, e la Vittoria che cinge di corona la testa di Roma con tutta probabilità accenna a qualche vittoria riportata da questo personaggio il cui nome ci fu tramandato dalla numismatica, quantunque sconosciuto alla storia.

La rappresentazione figurata nel diritto di questo denaro ha un solo riscontro in tutta la lunga e ricca serie delle monete repubblicane, in un denaro quasi contemporaneo o di poco posteriore appartenente alla famiglia Terentia, e precisamente in quello di C. Terenzio Lucano, — il quale, essendo stato monetario verso il 214 a. C, parrebbe avesse copiato tale tipo dal suo antecessore, e l’avesse per così dire volgarizzato poiché i suoi denari col tipo della Vittoria, che incorona la testa di Roma, sono comunissimi, mentre quello descritto della famiglia Sempronia è il primo e l’unico finora conosciuto.

Tale diritto però al merito dell’invenzione del tipo non è indiscutibile, perchè si potrebbe anche supporre che il denaro fosse ibrido, prodotto cioè da un conio di rovescio rimasto di L. Sempronio Pizione e applicato poi erroneamente a un dritto di C. Te-