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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/184


appunti di numismatica romana 167

sempre parsa una prova sufficiente dell’esistenza del denaro originario che vi aveva servito di tipo, anche quando del denaro dell’Horatia non conoscevo che falsificazioni, perchè le restituzioni repubblicane di Trajano riproducono sempre fedelmente e scrupolosamente gli antichi tipi; ma ora ne abbiamo la conferma materiale nell’esemplare presentato.

Riflettendo però su tali monete e sulle loro restituzioni, mi si presenta una osservazione, che altri non fece finora e che mi sembra una vera prova dell’esistenza del denaro in questione, anche prescindendo dal fatto. Si dice che ai tempi di Trajano si sapeva per tradizione che il denaro colla testina di Clelia o Hora o Grazia apparteneva alla famiglia Horatia e sta bene 1, e si aggiunge che Trajano, temendo forse che in seguito la tradizione avesse a perdersi, vi aggiungesse anche il nome COCLES quasi a maggiore schiarimento. Ma tale induzione, oltre che mi pare assai poco probabile, stante come dissi la scrupolosità con cui i tipi furono riprodotti, c’è anche un altro fatto che la dimostra senza fondamento. Trajano non restituì solamente il denaro col COCLES al diritto e la testina al rovescio; ma ben anco l’altro in cui la testina al rovescio2 manca, e questa sarebbe anzi la vera restituzione del mio denaro.

Ora, se la supposizione sopra accennata poteva in qualche modo reggere pel primo dei due denari, cade inesorabilmente pel secondo. Supponendo, come si pretende, che il nome COCLES non esistesse sul

  1. On a donc la certitude que, dans la tradition romaine, le denier anonyme était de la gens Horatia. Babelon, Op. cit., pag. 544.
  2. V. Babelon, Restituzioni, N. 23 e 24.