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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/173

156 francesco gnecchi

ho mai veduto una moneta falsa in simile stato — credo si debba accettare anche l’altra quale la dà il Riccio, tanto più che vi si trova anche la perfetta concordanza fra la data del dritto e quella del rovescio, le quali ambedue riferiscono la coniazione della moneta all’anno 26 di C.

Anche l’attribuzione delle teste mi pare sia da accettare quale è data dal Riccio. Della testa d’Augusto io non posso parlare non esistendo quasi affatto ilei mio esemplare; ma quella di Livia invece vi è ancora assai bene riconoscibile e così pure quella del giovinetto Tiberio. Il che formerebbe una nuova combinazione di teste da aggiungere alle molte già conosciute sulle monete di quest’epoca.


ANTONIA.

M. Antonius, M. Nerva, Octavius.

(Anno 41 a. C).


3. Denaro. — Dopo il N. 51 di Babelon.

D/ — M • ANT • IMP • AVG • IIIVIR R • P • C • M • NERVA • PROQ • P • (Marcus Antonius, imperator, augur, triumvir reipublicae constitiiendae. Marcus Nerva proquaestor provincialis).
Testa nuda di M. Antonio a destra.

R/ — CAESAR IMP • PONT • IIIVIR R • P • C • (Caesar imperator, pontifex, triumvir reipublicae constituendae).
Testa nuda d’Ottavio a destra. Dietro il bastone di augure.

(Tav. III, N. 1).


Nella moneta simile descritta da Babelon al N. 51, e che è la medesima appartenente al Museo Borghese, già riportata da Riccio e da Cohen, il bastone di Augure non esiste.