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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/169

152 francesco gnecchi

però sempre inalterato il tipo. Tali sono le monete della Calpurnia, della Thoria, della Crepusia, della Maria ecc.

Nessuna famiglia poi, anche fra le più numismaticamente ricche, ha un numero di tipi che si avvicini a quello delle copiosissime serie imperiali.

Le poche monete che qui presento sono il frutto di parecchi anni di ricerche, il che non sarà difficile ammettere dopo quanto ho premesso. Alcune di queste furono anzi da me già anteriormente pubblicate, ma ho voluto qui riunire quanto offriva di nuovo la mia collezione in monete repubblicane, avendo l’opportunità, che non ebbi altre volte, di accompagnare la descrizione delle monete con una tavola illustrativa, che serva a decifrarle e ad autenticarle.

Il che, se è sempre un buon corredo, forma addirittura un elemento indispensabile, quando l’interpretazione è basata sulla lettura di un segno poco chiaro, sulla forma di una lettera, sulla somiglianza di un ritratto e via dicendo.

È troppo naturale che oggi si prenda come punto di partenza o se si vuole come pietra di paragone l’opera di Babelon: Description historique des Monnaies de la République romaine, la quale, riassumendo e completando tutte le antecedenti, è certamente la migliore che possediamo.

Alcune delle monete che si descrivono sono veramente nuove, parecchie sono semplici varianti, qualche altra la chiamo ristabilita perchè, pubblicata già da autori più antichi venne poi trascurata dai successivi per la poca fede che ai detti autori si prestava, e perchè mancava un esemplare che ne comprovasse l’esistenza; altre infine sono corrette perchè finora inesattamente descritte.