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epoche meno conosciute della storia nazionale e comincia la stampa dell’opera immensa de’ Rerum italicarum scriptores dedicata all’imperatore Carlo VI, col concorso generoso di dodici nobili patrizi, nella tipografia del Palazzo ducale, 1723. La stampa di quest’opera durò vent’anni, ma non impedì al Muratori di attendere nel frattempo alla pubblicazione d’altre opere minori. Trascorsi dieci anni di quell’immane fatica, affranto il corpo, ed impedito di adempiere coll’usato zelo ai suoi doveri di Parroco, dietro anche il consiglio dei medici, affidò la cura della parrocchia a Gian Francesco Soli Muratori, suo nipote, 1733. Trovandosi alquanto più libero, nel 1738 pose mano a pubblicare anche le Antiquitates italicæ medii ævi, altra opera colossale, e riputata il suo capolavoro. Giunto all’anno settantesimo secondo di sua età, 1744, non ancora esausta la sua prodigiosa attività dona all’Italia i suoi Annali che sono tuttora l’unica storia nazionale completa, e neppure questo fu l’ultimo de’ suoi lavori, poiché altri gli fecero seguito nei cinque anni che ancor gli durò la vita. A settantasette anni un fiero colpo di paralisia tolse a quest’uomo prodigioso, prima la luce degli occhi, 4 dicembre 1749, indi la vita, tra le braccia del nipote Gian Francesco, 23 gennaio 1750.

Il Tiraboschi, il Maffei e il Gaddi1 ci diedero il catalogo cronologico di tutte le opere del sommo scrittore, le quali salgono a 68, comprese in 124 volumi.

Da quel lungo elenco desumesi la mirabile attività del Muratori, e com’egli continuasse a dotare la patria di

  1. Nella solenne inaugurazione della statua a Lodovico Antonio Muratori, Prose e versi, Modena, 1853; in 4.° Pag. 23.