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studii economici sulle monete di milano 63

tarii di quel periodo infausto sotto tutti i rapporti sociali.

Non può intender la ragione di questa lacuna, chi non è iniziato nella municipale nostra istoria. Eravi allora presso di noi un corpo pubblico detto Senato di Milano encomiato a torto dal Verri (Storia di Milano, pag. 105), magistratura d’origine francese, che riuniva; in sé la podestà legislativa, e giudiziaria, nonché parte dell’amministrativa.

Ad ogni lite, in conseguenza, padrone era di dare sentenza, come più gli piaceva, vincolato non essendo da alcuna legge. Le sue facoltà si leggono nel così detto editto perpetuo di Lodovico XII re di Francia e duca di Milano, dato in Vigevano li 11 nov. 1499 e sono: Damus et concedimus per præsentes potestatem seu auctoritatem decreta nostra ducalia confirmandi et infirmandi, dandi omnes quascumque dispensationes, statutorum et ordinatorum confirmationes, etc. e, rispetto alle concessioni del re medesimo, era detto: Nisi prius fuerint in dicto Senatu nostro præsentatæ interinatæ et verificatæ, nullius firmitatis effectus, vel momenti esse poterint; easque tam concessas quam concedendas decernimus per præsentes irritas et inanas (ivi pag. 104). Di sì sterminate attribuzioni quale uso a beneficio pubblico abbiano fatto que’ Padri Coscritti, le memorie nostre non ne rammentano uno solo, bensì ci hanno tramandato le storie brutali delle streghe, e della Colonna infame. Il grande imperatore Giuseppe II li congedò nel 1783 col plauso dei veri Giureconsulti, e degli uomini di Stato, che sanno dover essere la podestà giudiziaria affatto separata e indipendente dalla legislativa, ed anche, come volgarmente dicesi, dalla governativa.