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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/62


i medaglisti del rinascimento alla corte di mantova 39

Il signor Armand, che, come già accennai, ne diede pel primo la descrizione, credette con ragione che il nome di Ermes Flavio dovesse designare non il donatore, ma l’autore della medaglia: “questa opinione non parrà troppo azzardata„ scriveva l’erudito francese, “ quando si rammenti che l’orefice Melioli ha usato sui rovesci delle sue medaglie una formola simile Meliolus dicavit o Meliolus sacravit „. Le relazioni che Ermes ebbe col noto artista mantovano provano a sufficenza quanto il sig. Armand fosse nel vero, annoverando Ermes fra i medaglisti.

L’Alexander Etruscus che è rappresentato nel diritto, rimane tuttora un personaggio enigmatico: vi fu chi volle identificarlo con Alessandro de’ Medici, ma le linee del viso e specialmente la lunga capigliatura bastano a dimostrare erronea quest’opinione.

Inoltre è poco probabile che Ermes, già vecchio, si sia recato al servigio dei Medici, mentre nel Mantovano, dove aveva passata gran parte della vita, aveva amici e protettori e fors’anche beneficii ecclesiastici. Essendo riuscita vana ogni ricerca negli archivi di Mantova e di Parma per stabilire chi fosse questo Alessandro, non ci resta che entrare nel campo delle ipotesi; e qui mi sia permesso di metter fuori appunto un’ipotesi nuova.

Fra le molte medaglie del rinascimento ve ne sono alcune di personaggi, specialmente giovani, che ci rimasero sconosciuti, p. es. il Bellotus Cumanus, giovane poeta di cui il Pisanello ci ha tramandato i lineamenti e Parupus, il poeta pure giovane al quale Sperandio consacrava i versi pomposi:

Ingenium, mores, formam. Ubi pulcher Apollo
Argutamque chelum, docte Parupe, dedit.