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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/55

32 umberto rossi

“ familiar mio et far la exousatione mia cum S. Ex.tia, cum sit ch’io mi persuado che allo exercitio dovi sera adoperato ge ritrovaranno delli altri et poi, se per sei od octo zorni avanti la festa delle nozze, vorrà che Hermes venga a servir in chosa alchuna lo predicto signore, non solum lui, sed etiam tuta la famiglia mia, essendo cussì expediente, serra al comando di sua Signoria. Mi farà in questo la M. V. beneficio et piacer assai et a quella que bene valeat mi raccomando. Quingentulis, 26 decembris 1489„.

Come lo annunciava questa lettera, Ermes si recò a Venezia, dove, oltre ai marmi e alle pietre per la cappella, acquistò anche dei gioielli, che il vescovo voleva offrire come regalo di nozze alla novella sposa1; e non essendosi potuto concludere subito l’affare, vi tornò una seconda volta e riportò al pre-

  1. Arch. Budd. Cart. sudd. — Petro Albano. Spectabilis, etc: Vorria in queste nozze dello Ill.mo S. Marchese fare una certa mia fantasia di donare alla sposa, la qual non posso mandar ad effecto, senza l’adiuto vostro et delli amici. Onde per tal rispecto mando Hermes mio familiare presente exhibitore lì et lo drizzo confidentemente da vui, essendo certo di lo amore et affectione me portati, et sapendo che nelle occurencie mie sempre vi exhibiti promptissimo per satisfar a quello che cognosciti esser lo bisogno mio. Preghovi adunque che vogliati affaticharvi in metter per le mani a dicto Hermes un mercatante zoilero, qual sia de zoie ben fornito et potente et confortarlo ad satisfar ad Hermes di tuto quello glie domanderà per ornamento de le fantasie mie, imperhò che del pretio qual si convenerà, saremo bon pagatori al termine debito, qual vorria fosse de la prozima pascha de la resurrectione a uno anno e cussì venendo lo mercadante o mandando uno suo messo cum sufficienti mandato se glie farà ugni cautione et obligatione chel vorrà. Hermes explicarà più distintamente el bisogno et intento mio a vui; pregovi gli crediati quanto farestive a mi proprio et che vi affatichati in questo caso per mi, comò vo restive ch’io facessi per vui. Di che me fareti cosa gratissima et restarovi obligato, reputando di bavere rece― vuto el beneficio da vui solo. Sonno alli piaceri vostri; bene valete. Quingentulis, 12 ianuarii 1490.