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commemorazione di bernardino biondelli 241


In una serie di articoli, più tardi raccolti in un volume, egli si era proposto di far conoscere a’ suoi compatrioti la scienza della Comparazione dei linguaggi che il genio del Grimm e del Bopp aveva da poco creato in Germania; e discorreva dell’Origine e dello sviluppo della linguistica.

In un altro articolo metteva in evidenza la grande utilità di codesti studj, per le molteplici loro applicazioni alla ricerca delle origini delle nazioni e sopratutto di quelle che occuparono anticamente il nostro paese (Della linguistica applicata alla ricerca delle origini italiche).

Era un campo di studj affatto nuovo per l’Italia codesto che il Biondelli veniva rivelando nelle pagine del Politecnico, e i suoi articoli, scritti con bella chiarezza, venivano letti avidamente dai giovani italiani, ai quali aprivano un orizzonte del tutto sconosciuto.

Ma egli tuttavia non pretendeva punto di essere creatore di nuove dottrine. Modestamente anzi ripeteva che a “null’altro egli aspirava che a rendere, co’ suoi scritti, maggiormente diffusa presso di noi la coltura di questi studj importantissimi,” nei quali ormai gli stranieri erano d’assai progrediti e ci avevano di tanto preceduti.

A tale intento egli concepì il disegno di un vasto lavoro che “adunasse in un’opera sola le più recenti scoperte linguistiche sparse in molti scritti di varia favella, e tracciasse sulle norme di questi, confermata e ampliata dalle sue proprie induzioni, una classificazione compiuta di tutti i popoli d’Europa, in riguardo al genio e ai rapporti delle lingue che parlano.” Quest’opera fu l’Atlante linguistico d’Europa, il quale doveva constare di quattro grossi volumi in-8 gr. e di un Atlante in foglio di 40 tavole, nei quali tutte le molte lingue parlate in Europa dovevano essere classificate. Ma non uscì che il primo volume con cinque tavole.

Se in questi lavori che riguardano la linguistica in generale, il Biondelli si accontentava di raccogliere e di riprodurre, con lucida esposizione, quanto gli altri avevano fatto prima di lui, nello studio dei dialetti italiani invece egli portava indagini sue proprie, e raccogliendo abbon-