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Pagina:Rivista di cavalleria (Volume II, 1898).djvu/3


La cavalleria del Principe Eugenio di Savoia

nella campagna del 1701 in Italia



Precursore chiarissimo di Federico e di Moltke sul campo tattico e strategico, appare il Principe Eugenio di Savoia a chi esamini la storia della cavalleria moderna. Sfortunatamente i tempi erano tali, che le sue idee non potevano essere comprese ed i suoi metodi seguiti, per cui ne rimasero sterili gli insegnamenti e l’esempio suo glorioso non trovò imitatori. Lo stesso Seydlitz, che a tanta altezza doveva sollevare la cavalleria prussiana, delle due vie additategli dal Principe si limitò a battere quella che conduceva al perfezionamento tattico dell’arma trascurando quasi le missioni strategiche1.

Dallo studio delle campagne del Principe Eugenio di Savoia emerge un insieme cavalleristico così bene inspirato alla offensiva intelligente ed infaticabile, quale oggi si richiede, che, leggendo gli alti fatti che vi sono narrati, non si può a meno di infiammarsi per nobile emulazione. Gli ufficiali di cavalleria italiana, oltre allo interessamento ed al diletto, troveranno nelle imprese dal Principe inspirate, una nuova fonte di legittimo orgoglio nazionale. I più arditi, intelligenti, temerari condottieri di cavalleria sono italiani2, ed è l’Italia il teatro ove le loro meravigliose gesta si svolgono a danno di stranieri prepotenti e rapaci.


  1. Il Seydlitz servì lunghi anni sotto il Principe Eugenio facendo parte come ufficiale di cavalleria dei reggimento dragoni Pàlffy; vi raggiunse nel 1706 il grado di tenente colonnello.
  2. Ecco il nome di alcuni ufficiali che servivano nei reggimenti di cavalleria dislocati in Italia e la cui italianità è accertata: