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la dinamica della divisione cellulare mitotica 141


spiegazione. Anche qui è ovvio che la forza che avvicina le estremità «dello stesso segno» dei fusi di catene di forze dev’essere distinta dalla forza duale che trova la sua espressione nel fuso medesimo.

Nelle cellule vegetali l’archoplasma sembra formarsi ex novo ad ogni divisione; nelle cellule dei metazoi, dove il centrosoma persiste, esso si riproduce così: il centriolo si divide, ed attorno a ciascuno dei centrioli appare un nuovo centrosoma, con una corona di raggi divergenti e unito al suo fratello per mezzo di un fuso. Così fin dalla prima loro formazione i centrosomi posseggono ciò che nella terminologia elettrica possiamo chiamare delle cariche eguali e di segno contrario. Ora noi non conosciamo alcun fenomeno fìsico analogo a questa polarizzazione in senso opposto che entra in iscena nella separazione di corpi praticamente identici1.

Con ciò abbiamo seguito il giuoco delle forze nella divisione cellulare attraverso le sue fasi successive, messo in azione volta a volta in un ordine determinato.

Possiamo raggruppare queste forze in categorie separate:

1. Delle forze ben note, quali la trazione meccanica delle fibre del fuso sui centrosomi, quella delle fibre dell’aster sugli alveoli del citoplasma periferico, e i fenomeni osmotici.
2. Delle forze che occorrono altrove nei corpi viventi, ma la cui interpretazione fisica non è ancora completamente chiara, quali le correnti protoplasmatiche, l’accrescimento e l’estendersi delle fibre dell’aster nel vischioso protoplasma periferico, la scissione dei granuli di cromatina e del centriolo, ecc.
3. Mitocinetismo, una forza duale che si trova unicamente qui.
4. Forze che non trovano alcuna analogia fisica: la formazione dei cromosomi, la formazione del fuso nelle piante, la polarizzazione mitocinetica dell’arcoplasma. Oltre a questi fenomeni, intervengono in determinata successione cangiamenti fìsici o chimici adatti, (quali la digestione e l’accrescimento), casi speciali di metabolismo organico che differiscono molto dai
  1. Ma una lievissima differenza del carattere della superficie o della composizione fra due conduttori isolati che si tocchino è sufficiente a determinare un campo elettrostatico fra di loro quando vengano separati.