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la morte 119


porto coi più varî bisogni della prensione e della utilizzazione dell’alimento, — e ciò indipendentemente da ogni teoria evolutiva — in rapporto cioè colla loro minore capacità assimilatrice rispetto alle piante; e non è escluso in ciò il differenziamento del sistema nervoso.

Ed ora possiamo fare un passo innanzi, nelle nostre considerazioni. Da ciò che abbiamo detto si vede, in conclusione, che la necessità della morte tanto più si mostra manifesta, quanto maggiore è il differenziamento morfologico, e minore il potere assimilatore. Vogliamo cercare di renderci conto in qualche modo di questo accordo, delle sue ragioni più intime.

La morte, come cessazione della vita, è cessazione di ogni facoltà assimilativa; è dunque strano che essa si mostri necessaria là dove l’assimilazione è minore? Ciò non sembra, a colpo d’occhio, ma certamente si deve esaminare la questione più da vicino.

Siamo partiti dal considerare la diminuzione di potere assimilatore durante la filogenesi. La fine della vita individuale significa fine del potere assimilatore; è lecito sospettare, guidati dalla legge biogenetica, che l’ontogenesi, come la filogenesi, sia accompagnata da una diminuzione progressiva di questo potere. L’invecchiamento ci apparirebbe allora come conseguenza di un mutamento continuo dell’individuo in uno stesso senso, cominciato fino dalla nascita; l’invecchiamento non comincerebbe all’epoca della virilità, ma colla nascita; la progressiva diminuzione del potere assimilatore produrrebbe ad un certo momento la rottura di tutto l’equilibrio dinamico esistente nella macchina organica, produrrebbe la morte.

Se questi concetti ultimi vengano giustificati da un esame obbiettivo dei fatti, ecco che la singolare coincidenza per la quale la morte ci appare tanto più necessaria, ineluttabile, quanto meno gli organismi sono assimilatori, non ci può meravigliare: questa coincidenza viene compresa nella stessa ragione che produce la morte in ciascun individuo.


Passiamo all’esame dei fatti.

Si può giudicare del potere assimilatore dall’aumento di peso durante i varî stadî della vita. Il Minot (1890) riporta dei dati relativi all’aumento di peso nella Cavia, dai quali resulta che la percentuale di aumento è di 5-6 nella prima settimana, si abbassa già nella seconda settimana della vita,