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prefazione. xxxvii

more, ma alla questione filosofica non assursero mai; se le sottili disquisizioni sulla natura d’amore, uccise da Guido Orlandi e sepolte dal Cavalcanti, ebbero principio dalle sottili elocubrazioni della scuola bolognese, non mi si censuri se dissi, con una sola parola, Guinicelliana quella lirica che si ispirò precisamente alla casistica e alla dialettica, quando di queste tendenze artistiche il prototipo fu appunto il Guinicelli. Il quale fu dialettico e scolastico come appunto, nella sua seconda maniera, fu il Gianni, il quale, per questo, fu Guinicelliano. Nego poi che la ballata: Angelica figura, sia una di quelle poesie di Lapo nelle quali si fa sentire maggiormente l’artificio dialettico, ché il colmo del dialettico si deve ricercare nelle canzoni: Amor nova ed antica vanitate, e: O morte della vita privatrice. Ma in esse mai ri-