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per «saccente» che unicamente è data da lo stesso Li. Avrebbe per noi poca importanza perchè copia di un codice che ha di Guido un solo sonetto. Giustamente affermò l’Ercole che l’Allacci trasse da Ba il sonetto:


O donna mia non vedestu colui


ma errò nel dire che lo stesso editore trasse invece da Va il sonetto:


Veder poteste quando vi scontrai


il quale pure fu tratto da Ba: chè la lezione è perennemente uguale, tranne alcune correzioni di forme ortografiche specialissime del codice e qualche lettura imperfetta, che si verifica pure nel primo sonetto come: «arzieri» per «arcieri» — «fuzendo» per «fugiendo» e quindi per la rima: «plazendo».