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Pagina:Rime (Cavalcanti).djvu/183


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sonetto doppio di Guido Orlandi.


S’avessi detto, amico, di Maria,
     di grazia piena e pia,
     rosa vermiglia se’ piantata in orto;
     avresti scritta dritta simiglia.
     È veritas e via,
     6fu del nostro signor magione e porto

è di nostra salute quella dia
     che prese sua contìa,
     e l’angelo le porse il suo conforto.
     E cierto son, chi vèr lei s’umilia,
     e sua colpa grandìa,
     12che sano e salvo il fa, vivo di morto.

Ahi, qual conforto ti darò, che plori
     con Deo li tuo’ fallori
     e non l’altrui: le tue parti diclina
     e prendine doctrina
     17dal publican, che dolse i suo’ dolori.

Li fra’ Minori sanno la divina
     iscrittura latina,
     e de la fede son difenditori
     li bon predicatori:
     22lor predicanza è nostra medicina.