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Sonetto.


Se mercè fosse amica a’ miei disiri
     e ’l movimento suo fosse dal core
     di questa bella donna e ’l suo valore
     4mostrasse la virtute a’ miei martiri,

d’angosciosi diletti miei sospiri,
     che nascon de la mente ov’è amore
     e vanno sol ragionando dolore
     8e non trovan persona che li miri,

giriano a gli occhi con tanta vertute
     che ’l forte e duro lagrimar che fanno
     11ritornerebbe in allegrezza e ’n gioia.

Ma sì è al cor dolente tanta noia
     e a l’anima trista è tanto danno
     14che per disdegno uom non dà lor salute.

Solo Ca e seguaci.